Perché Dragon Ball dovrebbe finire

Akira Toriyama ha lasciato un grande vuoto nel mondo dell’intrattenimento giapponese. Le sue opere sono state di grande ispirazioni per le generazioni che gli sono succedute. La sua opera magna, Dragon Ball, ha rappresentato un punto di svolta per il genere shonen.

Giovani ragazzi e ragazze (ma anche meno giovani) da tutto il mondo hanno imparato ad amare la cultura nerd (nello specifico anime e manga) proprio grazie a Dragon Ball. E Il buon Tori aveva il suo messaggio da raccontarci. E lo ha spalmato bene all’interno dei vari capitoli del manga.

Goodbye, Dragon Ball

A differenza dei supereroi americani come Superman, Flash o Spider Man, che esistono da molto più tempo e hanno subito diversi reboot con nuovi disegnatori e storie sempre rinnovate, Goku ha sempre avuto uno e un solo padre: Akira Toriyama. Lo stesso Toyotaro non è che un collaboratore e allievo di Toriyama. Nel mondo dei manga non c’è spazio per reboot con nuovi autori. I manga iniziano e finiscono. Nascono e muoiono. Al massimo si può fare qualche riedizione, o qualche remaster per gli anime. Ma il manga è sempre strettamente legato al suo creatore.

Per questo secondo me, non ha senso veder continuare Dragon Ball, con Toyotaro. Va bene finire le bozze lasciate dal maesto. Va bene l’uscita della serie Daima. Ma nulla più. Per rispetto al maestro, Dragon Ball dovrebbe finire.

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